L’ abolizione dell’IMU (Imposta Municipale Unica) sull’abitazione principale prevista dalla legge di stabilità 2016, non è l’unica agevolazione legata all’acquisto della prima casa, ma dipendono dal fatto che essa venga acquistata da un privato o da un’impresa.

Nel primo caso si avrà una riduzione dell’imposta di registro (che passerà dal 7 al 3%), mentre le imposte ipotecarie (che ammontano al 2%) e quelle catastali (che rappresentano l’1% del valore catastale dell’immobile) vengono applicate nella misura fissa di 168 euro. Se invece comprate da un’impresa costruttrice, entro 4 anni dall’ultimazione dell’immobile, tutte le imposte previste saranno pari a 168 euro e potrete usufruire anche dell’IVA agevolata al 4% (lo stesso vale anche per le pertinenze della casa, e cioè box, cantine, soffitte, etc.). Nel caso in cui, per l’acquisto della prima casa, vi siate avvalsi di un’intermediazioni immobiliare, allora potrete pure usufruire di una detrazione IRPEF del 19% sull’importo corrisposto (per un valore non superiore a 1.000 euro). Affinché si possa accedere alle detrazioni, è necessario però che vengano soddisfatti alcuni requisiti: innanzitutto, l’immobile deve trovarsi nel Comune in cui l’acquirente risiede o lavora (in caso contrario, la residenza deve esservi fissata entro 18 mesi dall’acquisizione e mantenuta per almeno 5 anni); l’acquirente non deve avere diritti di proprietà, usufrutto o uso, anche in comunione con il coniuge, di altri immobili ubicati nello stesso comune, o che si trovino altrove ma che siano stati comunque acquistati con le agevolazioni prima casa; inoltre la legge specifica le categorie catastali (abitazioni di tipo civile, di tipo economico, di tipo popolare, di tipo rurale, abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi) che usufruiscono degli sgravi.

 

Acquiso prima casa

 

Le stesse detrazioni e agevolazioni sono previste in caso di ristrutturazioni, purché queste ammontino alla misura massima del 25% del valore dell’immobile, così come dichiarato all’atto del rogito.
Inoltre, se i beneficiari sono più di uno, il valore massimo deve intendersi complessivamente.
E nel caso in cui invece si proceda con una permuta (cioè, un contratto tra privati che prevede una sorta di scambio di casa, attraverso un atto di compravendita unico che prevede una divisione delle spese in parti uguali e la corresponsione di una sola imposta di registro, e che, in taluni casi,  può avvenire contestualmente all’accensione di un mutuo da parte di uno dei due contraenti, per esempio nel caso in cui i due immobili scambiati abbiano diverso valore)? La questione è ancora oggetto di discussione e decisione, ma pare che non sia da escludersi l’estensione delle agevolazioni fiscali previste per l’acquisto della prima casa all’evenienza di acquisto di nuova abitazione seguito dalla vendita della precedente entro un termine congruo. (Apriamo una parentesi, visto che l’abbiamo citato, anche a proposito del mutuo, giacché anche la stipula di un mutuo per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di una casa da adibire ad abitazione principale può godere di una detrazione Irpef del 19% sugli interessi passivi e oneri accessori, per un importo massimo di 4.000 euro per l’acquisto e di 2.582,28 per costruzione o ristrutturazione).

Nel caso in cui l’immobile sia frutto di donazione o eredità si dovranno pagare unicamente l’imposta ipotecaria e quella catastale (168 euro), pur se con delle eccezioni: l’immobile deve possedere i requisiti visti per la prima casa; se si trattasse di più immobili, solo il primo godrà dell’agevolazione;
Se unica è la donazione e tanti i donatari, è sufficiente che uno solo possieda i requisiti richiesti; se diversi sono gli immobili e diversi i donatari, ogni donatario potrà usufruire delle riduzioni per un immobile.
Qualora decidessimo invece di costruire la nostra prima casa (oppure di ampliarla o completarla), oltre ad avere la possibilità di usufruire di detrazioni per un eventuale mutuo, come visto, è possibile richiedere l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta al 4% per l’esecuzione dei lavori, purché venga rispettato un requisito essenziale, e cioè che si sia proprietari del suolo su cui si va ad edificato l’immobile.

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