Se la sua presenza su alcuni formaggi, come il Roquefort, è molto apprezzata dagli estimatori del buon cibo, la proliferazione della muffa sulle pareti degli edifici è invece una bella seccatura!

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E non si tratta solo di una questione estetica, in quanto coinvolge anche la salute delle persone che quegli edifici li abitano. Le muffe agiscono infatti come allergeni e producono  delle sostanze tossiche che avvelenano il corpo umano. Pertanto possono determinare:

  • irritazione di occhi, faringe e naso, riniti e allergie respiratorie

  • danneggiamento delle mucose, del sistema immunitario e anche del sistema nervoso

  • occlusione dell’apparato respiratorio, respiro corto, affanno o tosse

  • emicrania e stanchezza cronica

  • rash cutaneo, eczemi

  • aumento della frequenza e dell’ entità degli attacchi in soggetti asmatici.

Da studi effettuati risulta inoltre che bambini che hanno vissuto in maniera prolungata e continuativa in ambienti con muffa tendono a sviluppare da adulti maggiori problemi respiratori rispetto a coloro che non sono stati esposti alla sua presenza. Molteplici sono le possibilità di intervento su questi tipi di”funghi” che hanno caratteristiche di colore tipicamente nere, grigie, o bianche, e apparenza polverosa. Partiamo da uno dei metodi più noti: la candeggina. Innanzitutto essa va usata pura e non profumata; in secondo luogo va spruzzata direttamente sulle macchie, tramite ad esempio unospruzzino; dopo e durante l’operazione è necessario munirsi di mascherina e arieggiare il locale, aspettando circa 20 minuti. Evitate invece di sfregare direttamente la zona ammuffita, visto che farebbe sollevare le spore che contaminerebbero altre zone del locale. Tuttavia, se si vuole limitare il più possibile il nostro impatto sull’ambiente cercando di rispettare i dettami di un orientamento eco, è preferibileevitare la candeggina, che è comunque inquinante e niente affatto innocua se utilizzata in maniera scorretta, sostituendola con prodotti naturali, come: acqua ossigenata, bicarbonato, estratti di semi di pompelmo, olio essenziale di lavanda, aceto di vino bianco, Tea Tree Oil.

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Anche se, è solo conoscendo le cause che portano alla formazione di queste noiose macchie, che si può provare a contrastarla in maniera efficace. All’origine di questi funghi ci sono: – la mancanza di aereazione degli ambienti (quindi anche la presenza di finestre a chiusura ermetica che non permettono il necessario ricambio). L’aria fredda conienee meno vapore dell’aria calda. Dunque, per evitare la condensa, in estate si dovrà arieggiare solo nelle ore più fresche, evitando così che l’aria calda e umida esterna entri nella stanza e condensi sulle pareti più fredde. In inverno invece, l’ambiente dovrà essere aerato per far sì che l’aria calda e umida della casa fuoriesca, ma per non più di cinque minuti, altrimenti i muri farebbero in tempo a raffreddarsi e quindi, quando il locale viene nuovamente riscaldato, il problema della condensa si ripresenterebbe. – le pitture ei materiali organici, come ad esempio alcuni derivati del petrolio, le pitture a dispersione, la carta da parati in tessuto organico, la cellulosa e i prodotti del legno. Tutti “alimentano” le muffe edè quindi consigliabile, ad esempio, l’uso dipittura a calce, che evita il proliferare delle spore. – i ponti termici: cioè quelle zone della stanza che hanno una temperatura più bassa rispetto alle altre. In questi casi una buona aerazione e l’uso della candeggina non saranno sufficienti e bisognerà ricorrere alle pitture termiche che, applicate dopo averla eliminata, possono ridurre la differenza di temperatura tra quella porzione e il resto della stanza. – l’eccesso di umidità presente negli ambienti. A tal proposito è possibile distinguere tra: umidità di condensa e umidità di risalita. La prima è provocata dalla condensazione del vapore acqueo che viene a contatto con superfici più fredde; l’umidità di risalita invece è causata dall’acqua presente nel terreno che risale dalle fondamenta dell’edificio, manifestandosi dapprima nella zona bassa delle murature. Quando la presenza è sintomo di problemi complessi e addirittura strutturali, i rimedi tradizionali o quelli fai-da-te non sono più sufficienti. È necessario allora ricorrere a soluzioni ad hoc. Ad esempio, per risolvere il problema dell’umidità di risalita, bisognerà per prima cosa prosciugare i muri all’interno con un sistema che rimandi nel terreno l’umidità. Tra le risposte in commercio segnaliamo Aquapol”, dispositivo di deumidificazione naturale che si caratterizza per la totale autonomia rispetto a collegamenti elettrici o batterie di alimentazione. Ciò gli conferisce un valore altamente eco-compatibile. Per il suo funzionamento, il dispositivo utilizza la cosiddetta “energia libera” (disponibile ovunque sulla Terra e senza limitazioni di uso), di conseguenza è privo di effetti biologici negativi sia sull’uomo che sugli animali e le piante, e non crea alcun campo elettro-magnetico nocivo. Inoltre il dispositivo una volta installato non produce rumore nè accumuli di polveri e non richiede alcun intervento edilizio che comporti modifiche sulla struttura muraria dell’immobile e spesso nemmeno sull’intonaco.

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 Soluzione analoga è la “tecnologia elettrofisica a neutralizzazione di carica (T.N.C.) Domodry®”. Stavolta per il funzionamento è necessario il collegamento ad una presa elettrica domestica. Il sistema neutralizza la carica elettrica dell’acqua presente nel terreno a contatto con la muratura, interrompendo così la risalita di nuova acqua attraverso il muro. L’umidità in eccesso viene quindi espulsa gradualmente tramite evaporazione spontanea, più o meno velocemente a seconda delle caratteristiche costruttive del muro, della quantità d’acqua inizialmente presente nel muro stesso, nonché delle condizioni climatiche del luogo. Completata la deumidificazione, sarà sufficiente mantenere in funzione l’impianto così da garantire il mantenimento in via permanente dello stato di equilibrio raggiunto.

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Il problema dell’umidità di risalita affligge tanto edifici di nuova costruzione, quanto quelli storici. Motivo per cui la questione interessa molto da vicino il nostro Paese, che vede una delle maggiori concentrazioni di costruzioni di valenza storico-artistica. È ovvio che sul un simile patrimonio non è possibile modificare gli spessori esistenti delle strutture orizzontali e verticali; tuttavia è possibile utilizzare, per il risanamento interno, altri prodotti di nuova generazione, come le pitture anti condensa (o pitture termiche), già citate in precedenza.Questi prodotti contengono microsfere cave di materiale ceramico a bassa densità che, abbassando la conducibilità termica sulla parete, riducono la formazione di condensa e ostacolano l’eventuale formazione di muffe. Interessante il sistema commercializzato dalla “Mursan”, storica azienda torinese. Il sistema “Mursan M3+M4” è composto da tre prodotti: il primo anti-muffa a penetrazione per l’eliminazione di spore e batteri prodotte da umidità di condensa; il Mursan M3 Fogli” in speciale tessuto non tessuto altamente traspiranti; il Mursan M4 Stucco rasante ancorante”, fortemente traspirante a finitura fine e rapida essiccazione. La sua funzione è impedire al vapore di condensare e permettere la traspirazione.

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Rimane comunque sempre ottima la frase: meglio prevenire che curare, infatti dovremmo durante una  ristrutturazione appartamento pensare agli effetti possibili della condensa scaturita dal trasporto delle temperature esterne dalle strutture cementizie portanti, cercando di  coibentare internamente se non possiamo esternamente.

Magari utilizzando intonaci appositi da applicare sui pilastri travi a spessore ed in prossimità delle balconate esterne, e rifinirle assolutamente con pitture traspiranti.

In conclusione, se è possibile (con le dovute cautele) averla nel piatto, è sicuro che la muffa sia meglio non averla tra le mura di casa!

Per qualsiasi cosa sulla muffa contattaci!