TUTTI I PREGI DI UN LEGNO DALLA FORTE ISPIRAZIONE ECOLOGICA. E I MODI PER REALIZZARE UNA FORESTA SUI NOSTRI TERRENI.

Materiale molto versatile e dalle caratteristiche innumerevoli, il bambù sta conquistando largo spazio sia nel campo dell’arredamento che dell’edilizia. Pare addirittura che la qualità del suo legno sia migliore, per durezza e resistenza, di molti legni pregiati, come rovere e noce. E associa inoltre leggerezza, durevolezza, flessibilità e sostenibilità.

La grande velocità di diffusione e di crescita della pianta (i germogli diventano fusti in soli 40/60 giorni, con crescita a volte superiore ad 1 metro al giorno) lo rende molto appetibile, date le numerose varietà dello stesso, in grado di adattarsi a differenti zone climatiche. Infatti, pur essendo una specie che vive in zone a clima temperato, sopporta temperature molto basse anche al di sotto dei -20°C. Proprio in virtù delle altezze notevoli che raggiungono, le piante consentono la produzione di una quantità di biomassa nettamente superiore rispetto a molti boschi, sia per la produzione di materia prima per la bioarchitettura, sia per riequilibrare la presenza di carbonio nell’ambiente (è un inglobatore di CO2), quindi utile a contrastare i fenomeni del riscaldamento globale. Inoltre le piante sono dotate di naturali sostanze antibatteriche e antimicotiche, che bloccano lo sviluppo di dannosi parassiti e non richiedono l’utilizzo di pesticidi come avviene per altri tipi di colture: dunque, l’impatto ambientale è praticamente nullo.

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Tant’è che anche in Italia la sensibilità e l‘interesse per questo prodotto registrano una crescita notevole: sul territorio è stata infatti attivata la “Madake Italian Network”, un sistema di progetti che collega le numerose iniziative incentrate sull’uso e la promozione del bambù.

Di questa rete fanno parte: il progetto “MADAKE o MOSO”, che intende favorire un’operazione di imprenditorialità in grado di sostenere le diverse fasi di ciclo di vita del prodotto (in modo da garantire un abbattimento dei costi per la produzione e l’importazione di questa materia prima, oltre che una maggiore sostenibilità ambientale che si tradurrebbe in un abbassamento dell’inquinamento); il progetto “Dulcis in fundo” che si prefigge di recuperare i quasi 2 milioni di ettari di campi agricoli abbandonati in Italia, per riconvertirli alla coltivazione di specie adatte all’alimentazione (i germogli del bambù rappresentano un prelibato alimento, ricco di minerali e vitamine, apprezzato dalla cucina orientale e occidentale); e infine il progetto “Chishima” che intende favorire la produzione di bambù per la realizzazione di biomasse per il settore farmaceutico, grazie alla presenza di determinate sostanze con proprietà antiossidanti ed antitumorali di alcune specie.

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Sempre in Italia, e sempre sulla medesima lunghezza d’onda, spicca la creazione del “Consorzio Bambù Italia”, il cui scopo è quello di:

  • fornire piante di bambù o bamboo con certificato di qualità

  • garantire ai produttori il ritiro di canne, germogli o rizomi al miglior prezzo di mercato

  • assistere i clienti nella coltivazione e cura delle piantagioni

  • promuovere e valorizzare il bambù italiano presso le varie filiere commerciali (del legno, della carta, alimentare, delle costruzioni ecc.) in Italia e all’Estero

  • realizzare accordi commerciali per la vendita dei prodotti

  • stipulare convenzioni con Istituti di Credito per finanziare la realizzazione di impianti di bambù certificato.

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Numerosi quindi sono gli utilizzi del bambù: carta, filato, biomassa, produzione parquet o arredo, bioedilizia. Un esempio ragguardevole di quest’ultimo impiego è rappresentato dal “Soneva Kiri Resort”, che si trova a Koh Kut, isola della Thailandia. Realizzato nel 2009 dallo studio “24H Architecture” di Rotterdam, èun centro educativo per bambini che esalta la grande versatilità e malleabilità del bambù, e dove, manco a dirlo, viene offerta la possibilità di apprendere, col gioco e la creatività, utili elementi di ecologia e rispetto dell’ambiente.

Sicuramente bella da vedere e da avere…magari fuori di una casa dove è stata effettuata una bio ristruttuturazione

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