Cara e bella casa, costi! Ma quanto mi costi?!

E quello che pensano sicuramente tutti quelli che decidono di lasciare la dimora di mamma e papà per crearsi un proprio nido.

Certo esistono delle agevolazioni, ma alcune di esse non sono proprio di facile fruizione
Attualmente il disegno di legge (l’iter legislativo non si è ancora concluso) prevede la proroga fino al 31 dicembre 2016 delle detrazioni già in opera, e cioè la detrazione sulle ristrutturazioni edilizie, che ammonta ad un massimo del 50%; la detrazione sul risparmio energetico, che consente di detrarre fino al 65%; e il tradizionale bonus mobili, che può raggiungere la quota del 50% (ma che si differenzia dall’innovazione del 2016 per le giovani coppie, perché può essere fatto valere solo nel caso in cui vengano eseguiti interventi edilizi sulla casa).

A queste, a partire dal primo gennaio 2016, si aggiungerebbe, come detto, il bonus mobili per le giovani coppie, che potranno godere di una detrazione del 50% dall’imposta lorda per spese inerenti l’acquisto di mobili per una casa acquistata e adibita ad abitazione principale (cioé il luogo in cui il nucleo familiare stabilisce la propria abitazione, dimorandovi stabilmente, che quindi potrebbe anche non coincidere con la prima casa).

 

Bonus Mobili2

 

Tuttavia, come anticipato, la norma prevede una serie di restrizioni che la renderanno, se non dovessero essere modificate, di esigua fruizione. Non solo, infatti, le spese dovranno essere sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 (fin qui ci siamo), non solo la detrazione sarà calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 8.000 euro (e ok) e sarà ripartita in dieci quote annuali di pari importo (e ancora va bene), si prevede che il bonus possa essere adoperato solo da giovani coppie (uno o entrambi i componenti, non lo si è ancora chiarito, non deve aver superato i 35 anni di età: questo già va meno bene, perché di fatto si escludono larghe fasce della popolazione), e inoltre è previsto che le coppie siano acquirenti e non già proprietarie (per cui di fatto si escludono quelle giovani coppie che intendono sposarsi ma comprano casa prima del matrimonio, in modo da averla in ordine e abitabile al rientro dal viaggio di nozze: che son tante!), così come pare essere prescritto che entrambi i componenti della coppia debbano risultare proprietari (e si può supporre che la data di acquisto debba essere sempre ricompresa tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2016). Nel caso in cui invece la coppia non si sposi ma conviva, per poter usufruire dell’agevolazione deve poter dimostrare che la convivenza sussista da almeno tre anni (in che modo? In realtà il disegno di legge non è molto chiaro al riguardo: è probabile che si richieda il criterio della residenza anagrafica).

Ma se si tratta di una giovane coppia che arreda casa e compra mobili, è scontato che acquisti anche gli elettrodomestici. E invece no! Il bonus mobili per le giovani coppie non contempla questa categoria di suppellettili, a differenza del bonus mobili tradizionale che consente di detrarre le spese sostenute per gli elettrodomestici di classe A+. Questo però significa che, all’atto dell’acquisto, si dovrebbero chiedere due fatture diverse (a cui corrisponderanno due pagamenti separati). Anche in questo caso, questo strumento previsto dalla Legge di Stabilità 2016 presenta un limite, che rischia di inficiarne la validità e l’effettiva utilizzabilità da parte del cittadino!

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