La nuova edilizia che, grazie all’utilizzo di prodotti naturali, consente la costruzione di biocase ed edifici con un impatto ambientale sempre minore, si caratterizza non solo per il basso consumo energetico, ma per un’ampia gamma di benefici sociali, economici ed etici.

Fra tutti i materiali di cui essa si serve, la canapa è uno tra quelli che offre i risultati migliori.

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Conosciuta sin dall’antichità (coltivata già nell’Età del Bronzo) la canapa, è sempre stata utilizzata per fabbricare tessuti e carta, ma negli ultimi tempi è protagonista di una notevole diffusione nel settore dell’edilizia, anche se ritrovamenti archeologici (in Francia) ci dimostrano che era già stata utilizzata per costruire.

Le motivazioni di tale successo sono molteplici:

  • si tratta di una pianta annuale, quindi con una crescita relativamente rapida

  • assorbe CO2

  • è molto resistente, per cui durante la coltivazione non necessita di pesticidi né erbicidi

  • non necessita di acqua

  • consente ridotti consumi energetici per la fase di trasformazione

  • garantisce ridotti impatti paesaggistico-ambientali grazie ad una diminuzione dell’ emissione di polveri sottili

  • è refrattaria a muffe ed insetti, ottima contro gli incendi, leggera

  • si caratterizza per un ottimo isolamento termo-acustico, alta traspirabilità, regolazione termo-igrometrica.

  • Inoltre, mentre per l’industria tessile è necessario avere un filato lungo, per l’uso in edilizia è da privilegiare quello frantumato, e quindi anche gli “avanzi” di altre lavorazione: e questo contribuisce a rendere la canapa un materiale ancor più eco.

A ciò si aggiunge che l’utilizzo di materiali coltivati sul posto riduce i costi di costruzione e impatta positivamente sulla filiera produttiva locale. Una proiezione di Equilibrum, azienda lombardache ha portato per prima in Italia i biocompositi in canapa e calce Natural Beton® e Biomattone®, ha rivelato che nel 2013 si sarebbe arrivati a coltivare circa 200 ettari di canapa da destinare al mercato dell’edilizia, con un aumento del 1.300% rispetto all’anno precedente.

Per questo, si stanno moltiplicando sperimentazioni di edifici con struttura portante in legno e murature con blocchi prefabbricati o getti in opera di bio-composti canapa e calce, e malte, isolanti e intonaci di canapa.

Infatti, i prodotti totalmente naturali che possono essere ricavati sia dal fiore che dal fusto della canapa sono tantissimi:

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–   cere,

–   vernici,

–   pannelli isolanti,

–   pareti divisorie interne fatte di legno canapa e gesso fibra,

–   cappotto interno,

–   cappotto esterno fatto di pannelli di canapa + intonaco di calce,

–   massetti isolanti,

–   intonaci,

–   blocchi prefabbricati.

Proprio l’estrema versatilità del materiale e la fabbricazione di prodotti così vari ha consentito, nel 2010, la costruzione della Prima Casa di Canapa a San Matteo Decimo (BO). A tale opera è stato assegnato il I premio “Green economy 2010”.

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Ma l’utilizzo della canapa non è interessante solo per la costruzione di nuovi edifici (nella fotografia sottostante, un esempio di coibentazione per la copertura di un fabbricato in costruzione)

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ma anche per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente,e per il recupero di edifici storici.

Vari sono pertanto i produttori e le associazioni che hanno deciso di puntare sul recupero di questo materiale e sui prodotti compositi che se ne possono ricavare, allo scopo di sensibilizzare rispetto verso alle tematiche della bio-casa e di quei materiali “buoni” e utili per la vita del singolo e della collettività.

Ma il “buono della canapa” si declina anche in altri termini.

I risultati conseguiti da una ricerca svolta presso l’Università Federico II di Napoli sull’utilizzo della canapa per la sicurezza (risultati di prove di trazione su tessuto) mostrano chiaramente come la canapa surclassi di gran lunga altri materiali come la juta.

A tal proposito ci piace riportare l’esempio dell’associazione “Assocanapa”, che si è impegnata per la ricostruzione degli edifici che ospitavano le due cooperative sociali “La Lucciola” e “La lanterna di Diogene” dichiarati inagibili per i danni causati del sisma che nel 2012 ha colpito l’Emilia Romagna.

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Un progetto che per due mesi ha visto impegnati oltre 80 volontari tecnici ANAB provenienti da tutta Italia e le squadre di “Assocanapa”.

Per la messa in sicurezza sono stati utilizzati: legno italiano; canapa e paglia prodotte da aziende agricole ubicate in un raggio massimo di 100 km; calce naturale italiana; terra cruda del lago, per le finiture; impianti solare, termico e fotovoltaico; trattamenti, oli, cere e colori naturali; infissi in legno.

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Tutto questo a dimostrare che il bene è un concetto assai vasto (il bene della natura, dell’economia, delle società, dei singoli cittadini, delle comunità), e che per contribuire ad esso anche un materiale tutto sommato umile come la canapa può essere importante!

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