Ma che freddo fa” cantava Nada, e anche se non si possa dire che questo sia stato un inverno particolarmente inclemente, è vero che tutti siamo sensibili alla questione del riscaldamento delle nostre abitazioni. Diverse sono le soluzioni adottabili, sia che si affronti una ristrutturazione sia che ci si impegni nella costruzione di casa.

È possibile optare per il camino e per la stufa in tutte le loro declinazioni (dal camino tradizionale al termo camino, dalla stufa a legna a quella a pellet), oppure restare fedeli al vecchio termosifone (o radiatore o calorifero, come dir si voglia). Chiaramente il prezzo e la resa di un termosifone dipenderanno da alcuni fattori:

  • il materiale con cui è costruito

  • il numero degli elementi necessari

  • la cura

  • la pulizia.

Per quanto riguarda i materiali, i caloriferi possono essere in ghisa, in alluminio e in metallo (oltre che in polipropilene, ultima tendenza grazie alla sua resistenza alle alte temperature e alla possibilità di lavorarlo). State pensando di ristrutturare la casa in montagna dove trascorrete le vacanze sulla neve? Vi sconsigliamo i caloriferi in ghisa: innanzitutto hanno lo svantaggio del peso specifico (per cui se il negozio dista parecchio dalla vostra abitazione il costo del trasporto e del montaggio inciderebbero non poco sul prezzo finale); inoltre impiegano tempo sia per riscaldarsi che per raffreddarsi.

 

Calorifero3

 

L’alluminio risponde in modo quasi immediato all’accensione e allo spegnimento della caldaia, perciò è forse più utile nel caso di ristrutturazione o costruzione di case dove non si abita, ma dove si va per brevi periodi, come appunto la vostra casa in montagna; è molto leggero; tuttavia perde calore altrettanto rapidamente (quindi non si può fare conto su un riscaldamento, per così dire, “a caldaia spenta”, come potremmo invece coi i termosifoni in ghisa). L’acciaio è il materiale più costoso, ma è anche quello che presenta la gamma più ampia di modelli (diremmo quindi che è una valida opzione nel caso in cui dobbiate costruire o ristrutturare una casa in città, o comunque un appartamento di prima abitazione, mentre forse è un po’ troppo dispendioso per la ristrutturazione di una casa delle vacanze.

 

Calorifero4

 

Per quanto riguarda il numero degli elementi, se normalmente ne viene installato uno in ogni ambiente, può succedere che, a causa della particolare grandezza di una stanza, sia necessario montarne due o più. Ma per un riscaldamento funzionale ed efficace è importante che vengano rispettate alcune semplici norme di installazione, ovvero la distanza dal soffitto e dal muro (in alcuni casi, per massimizzare l’effetto del calorifero, si può ricorrere a una superficie termoriflettente, generalmente un pannello in alluminio, da applicare al muro retrostante, in modo da convogliare il calore verso l’ambiente domestico e ridurre quello che viene assorbito dalla parete).

 

Calorifero6

 

 

Rispetto alla cura del calorifero, in linea generale sono necessari pochi minuti per assicurarsi che il sistema dei caloriferi e impianto di riscaldamento sia in perfetta efficienza. Innanzitutto prima della riaccensione invernale è necessario spurgare i caloriferi facendo uscire l’aria fino a quando non esce l’acqua. Lo spurgo deve essere fatto svitando la valvola di sfiato, che è presente su tutti i caloriferi, in modo da far fuoriuscire l’aria e l’acqua (ma non chiudete la valvola immediatamente, aspettate almeno cinque secondi, e per questo vi consigliamo di munirvi di un piccolo tubo in pvc da inserire sullo sfiato, in modo da rendere più agevole la raccolta dell’acqua che fuoriesce, e di un contenitore, se volete salvare il pavimento!).

Per la pulizia invece è fondamentale dotarsi di uno scovolino e di un compressore (anche se ormai ci sono in commercio dei prodotti specifici, del tipo usa e getta, che ben si prestano alle operazioni di pulizia anche tra interstizi complicati e sottili).

Il termosifone per funzionare deve ovviamente avere una fonte di calore, che di solito è una caldaia a gas (metano, GPL) ma può anche essere a gasolio, in zone dove il gas non arriva, oppure a stufe (a legna, ma soprattutto a pellet), a caminetti, fino agli impianti ad energia solare e ai riscaldamenti a pavimento

 

Calorifero2

 

Ma parliamo anche della questione economica, perché nel preventivo per la ristrutturazione o la costruzione di casa, alla voce “impianto di riscaldamento” dobbiamo considerare le detrazioni fiscali. Se si tratta della sola riparazione o sostituzione di caloriferi esistenti, le spese sostenute possono beneficiare della detrazione fiscale sulle ristrutturazioni edilizie; stesso dicasi per la semplice installazione di valvole termostatiche su caloriferi esistenti; nel caso in cui, oltre all’intervento inerente i caloriferi, si sostituisca anche la caldaia, si prospettano più possibilità: se si tratta di una caldaia a condensazione, è possibile valutare la detrazione fiscale sul risparmio energetico (ma l’edificio deve già essere provvisto di impianto di riscaldamento e bisogna installare caldaie a condensazione con determinate caratteristiche prestazionali), ma anche in alternativa la detrazione fiscale sulle ristrutturazioni edilizie (che è inferiore ma più semplice da ottenere); se invece la nuova caldaia non è a condensazione, ma di tipo tradizionale, non è possibile valutare la detrazione sul risparmio energetico, ma si può beneficiare di quella sulle ristrutturazioni edilizie.

E per quanto riguarda le possibile scelte, c’è da perdere la testa dai modelli che puntano sul colore, come “Frame Corallo” di Cordivari e “Flora” di Caleido, alle aziende che puntano su un rigore quasi geometrico, come la Runtal col suo “Radiatore Jet-X” o la Ridea con “Smile”,fino alle produzioni più squisitamente artistiche, come “Sculptural” di Brem e “Caravel” di Brandoni.

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