Ogni angolo della nostra cosa, così come ogni momento della nostra vita, può essere declinato in chiave bio. E questa circostanza dobbiamo tenerla bene a mente noi novelli Architetti, anche adesso che ci occupiamo del bagno, sia per la sua progettazione e realizzazione, sia ovviamente per il suo utilizzo.

Partiamo da pavimenti e rivestimenti, e pensiamo di optare per le piastrelle in ceramica, che sono meno soggette ai danni dell’umidità e hanno un impatto sull’ambiente durante il processo di produzione generalmente basso (alcune vengono addirittura realizzate con prodotti riciclati come il vetro). In alternativa potremmo pensare al linoleum.

Passiamo ai sanitari: per gli amanti della vasca si richiede qualche rinuncia, visto che è la doccia a meritarsi il primato della sostenibilità, soprattutto se dotata di un soffione dal flusso regolabile o a basso flusso (in genere utilizza circa 2 litri di acqua al minuto mentre i soffioni di vecchia generazione utilizzavano fino a 6 litri). A proposito di litri di acqua consumati, sarebbe opportuno dotarsi anche di uno scarico a doppio pulsante che consente di scegliere un quantitativo maggiore o minore di liquido. Vi sono inoltre wc di ultima generazione caratterizzati da speciali inclinazioni che permettono di aumentare la velocità di scarico e ottenere gli stessi risultati delle soluzioni normali. Anche i rubinetticon sensori elettronici rappresentano un risparmio, in quanto sono in grado di attivare e bloccare il flusso dell’acqua in presenza o meno di una parte del corpo come le mani.

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Tra le innumerevoli proposte “W+W” (che vuol dire “Washbasin + Watercloset ovvero lavabo + vaso sanitario”) prodotto dalla spagnola Roca grazie al genio di Gabriele e Oscar Buratti, e che si basa su un principio assai semplice: ogni qualvolta che usiamo il lavabo, l’acqua utilizzata viene conservata in un serbatoio sottostante e riciclata quando tiriamo lo sciacquone. Il tutto coniugato ad un design impeccabile.

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Un principio tutto sommato simile caratterizza anche il progetto dell’impresa francese Veolia, che per mano di Thomas Nicodeme crea un sistema di riutilizzodell’acqua sporca attraverso due colonne cilindriche, una destinata al vaso sanitario e l’altra, appunto, alla doccia. L’acqua utilizzata sia per fare la doccia che per lavarsi le mani viene convogliata verso la seconda colonnina e riciclata perscaricareilwater.

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Se non possiamo permetterci di questi gioielli di ecodesign, possiamo comunque osservare una serie di accorgimenti che sono in comune con tutti gli ambienti di questa biocostruzione: la scelta delle luci a Led sempre da privilegiare; la propensione per mobili di recupero, o comunque naturali e con legni provenienti da foreste controllate; l’uso di prodotti per la pulizia che siano biodegradabili, meglio ancora se prodotti in casa con ingredienti naturali e non inquinanti.

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A proposito di acqua, per la realizzazione dell’ ” che governa la nostra casa potremmo pensare di fare una magia con la nostra bacchetta sposando il progetto SOLARIA, prevede una rete di distribuzione idrica interna tripla:una rete di distribuzione dell’ acqua per uso generico, prelevata da uno o più pozzi locali e messa in rete facendogli i trattamenti minimi indispensabili (ad esempio per il calcare se l’ acqua fosse troppo dura), allacciata all’ impianto generale della casa; una rete di distribuzione dell’ acqua potabile, cioè da bere, collegata ad un rubinetto separato posto nella cucina; una rete per le acque depurate, che escono dall’ impianto di depurazione, collegata ai WC, all’ impianto di irrigazione del giardino ed al lavaggio auto.

A questo punto la nostra ecocasa dei sogni può considerarsi conclusa, pensa alla tua cominciando proprio dalla ristrutturazione del bagno realizzato in modo sostenibile

Riponiamo la bacchetta magica e smettiamo i panni degli Architetti. Ma solo per poco, visto che la prossima volta ci trasformeremo in giardinieri (o qualcosa di simile!) e ci occuperemo degli esterni…

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