Quante volte ci sarebbe piaciuto avere una bacchetta magica per trasformarci in qualcosa che desideravamo? Bene, oggi per magia ci tramuteremo tutti in Architetti, e proveremo a costruire in maniera ecologica la nostra casa. Partiamo ovviamente dal basso, e cioè dalle “FONDAMENTA”.  Per ottenere un eccellente isolamento termico è necessario curare le fondamenta, in particolare per i piani rialzati. Una delle tecnologie è quella dei pannelli in vetro cellulare, che sono formati al 60% da bottiglie di vetro riciclato, acqua e stagno al vapore. Essi vanno inseriti nella ghiaia o nel cemento per uno spessore di 30 cm, e consentono di ottenere l’isolamento dell’ambiente soprastante con una notevole diminuzione dell’umidità.

Bottiglie

Saliamo e passiamo al “MASSETTO”. Per la sua realizzazione potremmo utilizzare, ad esempio, “Argipav di Terragena”. Si tratta di un massetto composto da sabbia calcarea, argilla pura e solfato di calcio, che annovera numerose caratteristiche: • ha un’ottima resistenza meccanica, alla trazione e allo strappo • è di rapida asciugatura, grazie all’alta traspirabilità • si utilizza sopra gli impianti radianti a pavimento, in quanto ha una buona conduzione del calore • può essere utilizzato con tutte le tipologie di rivestimento • ha capacità di isolamento acustico e di protezione dall’umidità • è facile da posare • è utilizzabile a basso spessore con l’ausilio della fibra naturale di agave • presenta una notevole elasticità anche a metrature notevoli, infatti non necessita di reti d’armatura e giunti di dilatazione.

Coibentazione

Sopra il massetto noi novelli Architetti poseremo i “PAVIMENTI”. Ovviamente la nostra attenzione si concentrerà innanzitutto su quelli in legno, emblema stesso della scelta ecologista che ci ispira. Eppure, non dobbiamo dare per scontato che un pavimento in legno sia per forza ecologico, o addirittura bio. Per accertarsi del basso impatto ambientale bisogna far attenzione a due ordini di fattori:

  • itipi di legname utilizzati: dovremo privilegiare quelli comuni e appartenenti al nostro territorio, in modo da evitare il disboscamento di alberi a rischio estinzione e da abbassare la quota di carburante e di inquinamento dovuti al trasporto.  Se proprio non riusciamo a fare a meno di legni pregiati o “esotici”, optiamo però per quelli che vengono coltivati ad hoc proprio per produrre mobili e parquet, giacché vengono attentamente rimboscati dopo ogni abbattimento

  • i passaggi della lavorazione: andranno selezionate quelle aziende che utilizzano oli e lavorazioni a secco giacché impregnanti e vernici chimiche sono altamente tossiche e creano rifiuti difficilmente smaltibili.

Tuttavia, l’universo pavimenti è davvero sconfinato. Alla ribalta ultimamente anche il linoleum che offre una pavimentazione calda e resistente che isola la casa e in più è naturale al 100%. Esso infatti consiste in una miscela di polvere di legno, olio di semi di lino, sughero polverizzato, gesso e resina di pino, che viene cotta a temperature elevate e fissata tramite pressione su un fondo in iuta. Il linoleum non va quindi confuso con i pavimenti in vinile o PVC che sono invece realizzati con plastica sintetica contenente ftalati che liberandosi nell’aria sono altamente inquinanti. Sostituto perfetto del pvc è la gomma naturale, la cui estrazione non comporta l’abbattimento degli alberi (ed è ideale per chi soffre di allergie). E non dimentichiamo le moquette ricavate dalla iuta, dalla canapa, dalle fibre di noci di cocco. Tuttavia ricordiamo sempre, come nel caso di pavimenti in bambù o in sughero, che, per quanto siano prodotti naturali con caratteristiche di traspirabilità, protezione da allergeni e batteri, isolamento acustico e termico, si tratta di materie prime o scarsamente presenti in natura oppure provenienti da luoghi del mondo lontani. Come a dire: non particolarmente ecosostenibili. Per cui le nostre scelte vanno ponderate molto bene, e l’ecologicità di un materiale va valutata nell’interezza delle sue accezioni.

Parquet esterno

Dopo il lungo step dei pavimenti, sempre con l’ausilio della nostra bacchetta magica, passiamo ad affrontare le scelte che riguardano i “MURI”. Essi all’interno di una costruzione casa, possono essere portanti o divisori. I primi, oltre ad avere anche la funzione di dividere gli ambienti, scaricano i pesi dei piani superiori o del tetto e danno all’edificio la necessaria rigidità. Potremmo optare per una soluzione estrema, come quella di Marco Coppo che, a metà giugno 2009 ha deciso di demolire un vecchio e irrecuperabile deposito per attrezzi agricoli sulle colline torinesi, per poi realizzare una casa le cui mura sono state ottenute con 700balle di paglia. Se però la nostra “vena architettonica” non si spinge così in là, potremmo sempre optare per un muro di legno (ditte specializzate offrono muri portanti completamente realizzati con questo materiale, di vario spessore a seconda del tipo di muro: quello perimetrale è ovviamente più spesso di quello divisorio) oppure per il più tradizionale muro a secco. Questo è, tra tutti, il tipo di muro ecologico maggiormente attuato e forse anche il più semplice da realizzare. Si tratta, infatti, diunmurocostruito esclusivamente in pietre, con una tecnica antichissima, nota un po’ in tutti i Paesi del mondo. La costruzione è abbastanza semplice, ma richiede una certa abilità affinché sia stabile. Un esempio di muri a seccosono i trulli, come quelli di Alberobello, in provincia di Bari, completamente costituiti da muri a secco.

Muri a secco

Passiamo adesso ai divisori. “ALVEOLATER BIO® GEOLATER®” rappresenta un prodotto nuovo e tecnologicamente avanzato da questo punto di vista. I procedimenti per ottenere blocchi ecologici si fondano su rigidi processi produttivi che vanno dalle analisi delle materie prime al controllo delle emissioni di scarti dannosi nell’atmosfera e nell’ambiente, quindi, non solo il prodotto che ne risulta è ecologico ma anche il processo produttivo ha un impatto ambientale decisamente ridotto. Inoltre i mattoni di terracotta sono completamente riciclabili, totalmente incombustibili e soprattutto non emanano alcun gas tossico in caso di incendio.

Laterizio

È il momento di confrontarci adesso con “SERRAMENTI, PORTE E FINESTRE”. Uno dei principali accorgimenti per ottenere un alto livello di efficienza energetica della propria abitazione (che significa anche meno consumo di energia) è quello di installare porte e finestre che impediscano la dispersione del calore e gli spifferi. I modelli di finestre più avanzati a livello tecnologico hanno vetri che permettono l’entrata ma non l’uscita dell’aria e della luce oltre a chiusure altamente isolanti sia a livello termico che acustico.

Infisso

I serramenti di nuova generazione devono garantire:

  • Buona permeabilità dall’aria

  • Impermeabilità dall’acqua

  • Capacità fonoisolanti

  • Robustezza e buona tenuta, e dunque resistenza all’aggressione di agenti chimici ed all’usura del tempo

  • Controllo della condensa

  • Sicurezza

  • Doppi vetri.

Quest’ultima caratteristica è quella fondamentale: i doppi vetri di finestre e porte-finestre sono costituiti da due lastre di vetro, di cui uno può essere un vetro riflettente e l’altro può essere un normale vetro trasparente isolante, e l’infisso. I due vetri sono tenuti insieme da un distanziale in alluminio che funge anche da spazio per l’essiccante, un agente speciale che svolge il ruolo di assorbire l’umidità all’interno dell’infisso stesso. Lo spazio all’interno dell’infisso può essere vuoto oppure contenere gas inerti, che aumentano le proprietà di isolamento termico. A ciò va poi aggiunta la scelta del materiale del serramento, che spazia dal  legno all’alluminio, al mix di legno e alluminio o al Pvc. Una valida opzione potrebbero essere ad esempio i prodotti “Italserramenti”, prodotti ecologici ricavati da legni esclusivamente con certificato di riforestazione e trattati con vernice all’acqua per rispettare la riduzione delle emissioni in atmosfera.   Continuando a salire, è la volta per noi Architetti di realizzare il “SOLAIO”. Il solaio delimita i vari piani dell’edificio. Due sono le caratteristiche principali che un buon solaio deve possedere:

  1.     Funzionare come una buona barriera termo acustica

  2.     Impedire la propagazione del fuoco, in caso di incendio

Esistono diversi tipi di solai tradizionali:

  • in legno e laterizio

  • con putrelle e voltine

  • in laterizi e cemento

  • in legno

  • con travi di legno e pignatte.

Tuttavia noi ci accingiamo alle nostre costruzioni con un atteggiamento innovativo ed ecosostenibile. E allora merita attenzione il “Gruppo Legnobloc” che propone il “solaio SOLAFON”, realizzato utilizzando il cippato di abete recuperato dalla rimanenza di blocchi inutilizzati e recuperati dai cantieri, per ottenere un pannello ad alta densità assemblato a lastra, con sopra la canna palustre che funge da “pignatta” riempitiva: si ottiene così un solaio con elevate caratteristiche di isolamento termoacustiche ed un prodotto totalmente ecologico. Sino ad ora infatti l’efficienza energetica si è ottenuta isolando le case con 15 o 25 cm di spessore con materiali come il polistirolo, il vetro cellulare e la lana di vetro, quando poi per produrre questi materiali è necessario 100/200 volte l’energia impiegata per produrre per esempio la canna palustre. Questa, oltre ad essere il materiale per eccellenza ad impatto ambientale praticamente nullo, ha notevoli caratteristiche di isolamento e durabilità. Altra valida scelta pare quella del “Solaio in Cocciopesto ISOSOL-LP1 ed ISOSOL-LP2 SG di BRANDELLERO”, che garantisce:

  • maneggevolezza

  • sicurezza di posa e calpestio

  • largo campo di impiego

  • ecologicità (data soprattutto dal recupero della materia prima e dei componenti leganti)

  • isolamento acustico

  • traspirabilità

  • ignifugazione

Tetto legno

Come ultima fatica, affrontiamo la costruzione del “TETTO”. Anche in questo caso non c’è che l’imbarazzo della scelta: si va dai tetti ecologici realizzati dalla ditta “Pepa” che, attraverso l’uso di isolanti di legno e di impregnanti ad acqua, propone un prodotto che abbatte il 90% degli agenti inquinanti, pur senza alterare le caratteristiche della tegola (che rimane impermeabile all’acqua, resistente a gelo e disgelo, resistente al carico di rottura a flessione, totalmente riciclabile); alla “verdissima” idea dei tetti realizzati dalla “ZinCo”, che vedete nella fotografia di sotto:  i sistemi drenanti sono ottenuti per la maggior parte da materiali di riciclo, e la materia prima per la produzione di substrato minerale è data scarti della produzione di laterizi. Il sistema è composta da:

  • telo antiradici, che protegge la guaina dalla penetrazione di elementi radicali.

  • feltro protettivo, che protegge la superficie della pellicola antiradici e della guaina da carichi eccessivi oltre a immagazzinare acqua e nutrimenti

  • elementi drenanti che accumulano l’acqua piovana necessaria in vaschette specifiche permettendo a quella in eccesso di defluire. Contestualmente permette la giusta areazione dell’impianto radicale delle piante

  • telo filtrante che trattiene le particelle di substrato impedendo che intasino l’elemento drenante compromettendone la funzionalità

  • substrato minerale e miscele organiche che permettono di soddisfare le necessità dei diversi tipi di strato vegetale.

Garden pensile

Dopo le fatiche fatte per costruire la nostra meravigliosa eco-casa, riponiamo la bacchetta, smettiamo per un po’ gli abiti degli Architetti e ci diamo appuntamento al prossimo articolo per continuare con gli allestimenti e gli arredamenti…

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Costruiamo la nostra eco-casa dei sogni! (II parte)

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