La necessità di decorare le pareti ha accompagnato l’uomo da sempre: a partire dalla prima arte rupestre, passando per il Medioevo (quando alla consuetudine di nobiltà e borghesia di decorare le mura con tendaggi e affreschi si associa la tradizione araba degli arazzi), arrivando all’importazione della carta dalla Cina (XII secolo) e da lì in poi all’usanza europea di dipingerla (a mano o con complessi rulli) per poi applicarla alle pareti.

È nell’Ottocento però che essa si afferma in maniera definitiva come industria e la sua diffusione risente di diversi stili artistici quali il Chippendale (dal nome del mobiliere londinese la cui originalità consistette soprattutto nell’assimilare con squisito gusto la tradizione inglese con motivi francesi Reggenza e Luigi XV, motivi cinesi, motivi gotici), il Liberty (o Art Nouveau, che nacque in Francia e influenzò arti figurative, architettura e arti applicate, con le caratteristiche forme organiche, le linee curve, gli ornamenti a predilezione vegetale o floreale, o le immagini orientali, soprattutto le stampe giapponesi, con forme altrettanto curvilinee, superfici illustrate, vuoti contrastanti, e l’assoluta piattezza di alcune stampe), e altri, che sopravvivono ancora oggi incuranti delle mode e del tempo.

Carta da parati1

Attualmente le aziende che producono la carta da parati investono sempre di più in tecnologie e materiali e offrono molteplici soluzioni, per cui è possibile spaziare da quella metallizzata a quella anni sessanta, da quella con soggetti naturali a quelle glamour (ad esempio con strass), fino a quelle che riproducono l’effetto mattone o legno venato o ceramica (come quelle in vendita da Merci a Parigi, le Brooklyn Tins, che riproducono le piastrelle con le quali gli Americani del Nord adornavano i loro soffitti all’inizio del 20imo secolo per dare l’impressione che fossero decorati in stucco). E ancora ce ne sono vintage, in velluto, o con motivi geometrici. E addirittura carta da parati firmata da grandi designer o da stilisti di moda, come la sorprendente Led Wallpaper, concepita da Ingo Maurer (designer della luce), che offre addirittura la possibilità di illuminare gli ambienti!

Carta da parati2

I rivestimenti murali solitamente si dividono in due categorie: parato vinilico quando la decorazione è stampata su uno strato di resina vinilica a sua volta spalmato su uno strato di carta; e carta da parati vera e propria quando invece il motivo decorativo è stampato direttamente sul supporto di carta. Accanto a questi due grandi filoni esistono anche i rivestimenti murali tessili su supporto cartaceo, un particolare prodotto che i francesi chiamano Fil-pose, che è ottenuto incollando fili di stoffa su un supporto di carta. La preparazione del fondo sul quale stampare è la prima fase della catena produttiva della carta da parati, cui fa seguito la stampa vera e propria, dove ognuna delle macchine conferisce al prodotto un aspetto diverso. Ciò dipende anche dal metodo di stampa adottato: quello tradizionale, quello flessografico, la stampa a rotocalco, la serigrafia, etc.

La carta da parati è solitamente più costosa della comune vernice, tuttavia è più duratura e (negli ultimi decenni) spesso è lavabile e non infiammabile, oltre che ecologica. È per questo che in un preventivo di ristrutturazione casa è opportuno tenere presente una siffatta voce. Tuttavia, al costo maggiore della materia prima, corrisponde la relativa semplicità di applicazione, che può quindi essere effettuata senza l’intervento di un imbianchino o comunque di un professionista. Ragion per cui il preventivo per la ristrutturazione non verrà ulteriormente gravato. La procedura di applicazione prevede innanzitutto che le pareti vengano ripulite e livellate; che si tagli la carta secondo l’altezza necessaria (con qualche centimetro di margine sia superiore che inferiore); che si disponga la colla (scelta in base al peso della carta); che la striscia venga applicata dall’alto verso il basso (magari con l’ausilio di un filo a piombo, per accertarsi che sia dritta); che si passi un rullo per spianare la carta incollata (onde evitare bolle e increspature); e che si proceda allo stesso modo con tutte le altre strisce.

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Dunque, se stiamo pensando alla costruzione o ristrutturazione del nostro appartamento, potremmo optare per la carta da parati, anche perché se decidiamo per il fai-da-te- la voce “manodopera” potremmo depennarla dal nostro preventivo. Tuttavia è bene sapere che (cosa di cui certamente è a conoscenza un professionista!) tutte le carte da parati sono contrassegnate da una serie di simboli di riconoscimento che ne identificano le caratteristiche tecniche, e si riferiscono all’uniformità di ciascun parato sul muro e rispetto al campionario, alla sua applicabilità alla parete, alla lavabilità, al grado di resistenza all’urto e alla luce, etc.

Quello che invece forse non tutti sanno, nemmeno gli addetti di una ditta specializzata, è che a Rixheim, in Alsazia, esiste un museo, unico al mondo, che espone sia i prodotti finiti già utilizzati per decorare le case, sia i macchinari di produzione (fra cui due risalenti al 1877 e al 1881). Perché, a dispetto delle mode e delle varie influenze che può subire, la carta da parati continua ad esercitare il suo fascino…

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