La riqualificazione energetica delle abitazioni è la soluzione ad una serie di questioni importanti. Prima fra tutte quella ambientale, come dimostrano gli studi condotti, tra gli altri, dal Politecnico di Milano, che ha decretato che il fabbisogno energetico medio di una casa italiana è il più alto a livello europeo, giacché si attesta intorno ai 180 watt per metro quadro.

La seconda questione è quella economica, giacché una riqualificazione energetica consente nell’immediato di incrementare il valore patrimoniale dell’immobile (ed è sicuramente in surplus in un mercato, quello dell’abitazione, in forte crisi), e sul medio-lungo periodo consente pure un risparmio sulle bollette delle maggiori utenze.

Si è calcolato infatti che un salto di classe energeticaad esempio dalla F alla E, può tagliare i costi del 25 per cento, relativamente ai consumi di combustibile utilizzati. Ad esempio, per una casa di 100 metri quadri costruita con muri di mattoni forati, senza doppi vetri e senza coibentazione, si spendono 1274 euro l’anno per il riscaldamento; dopo l’intervento di riqualificazione, che può consistere nella semplice sostituzione della vecchia caldaia istantanea con una nuova a condensazione e nell’isolamento delle superfici, si spenderebbero invece 931 euro, risparmiandone 343 (più del 26%), e portando l’immobile dalla classe F alla E.

Caldaia a condensazione

Sempre in tema di risparmio economico, l’Enea sostiene che: la sostituzione degli infissi può tagliare i consumi del 10%, a cui si può aggiungere un risparmio del 24% applicando un sistema a cappotto sulla facciata, oppure del 12% isolando la copertura. E i risparmi possono anche superare il 50% se l’intervento globale (involucro e impianti) è capace di incidere anche sulla climatizzazione estiva.

Ma a cosa ci si riferisce, parlando di riqualificazione energetica di un edificio? La conversione comprende una serie di interventi finalizzati alla riduzione della dispersione termica e all’ottimizzazione degli impianti che servono la casa. Perché si effettui un salto da una classe energetica G ad una A è necessario intervenire su:

  • coibentazione esterna dell’edificio con creazione di un cappotto termico

  • infissi

  • impianti energetici (con l’installazione di pannelli fotovoltaici, solare termico, pompe di calore e sistemi di riscaldamento radiante).

Per quanto concerne il primo punto, se ad esempio le pareti perimetrali sono costituite da materiali ad alta trasmittanza termica (cioè capaci di cedere calore in presenza di un’elevata differenza di temperatura tra due ambienti), allora bisognerà inserire elementi maggiormente isolanti (fibra di canapa, lana di roccia, lana di vetro, sughero, etc.). Per gli infissi, quelli a vetro singolo sono assai meno performanti rispetto a quelli a vetro doppio o triplo. Rispetto agli impianti, oltre quelli già citati, andranno previsti pure un impianto di meccanizzazione dell’area e delle bocchette sulla parete perimetrale per la ventilazione naturale degli ambienti.

Isolanti

Certo, si obietterà, ma tutto questo che costi ha? Se ci soffermiamo sull’ isolamento esterno spenderemo dai 15 ai 25 euro a metro quadro per i materiali e altri 25 circa la manodopera. Supponendo che la parete da isolare sia di 30 metri quadri (altezza 3 e lunga 10, per esempio) il costo sarà di circa 1500 euro. E in generale I costi per riqualificare energeticamente la propria abitazione sono superiori del 3% – 20% rispetto al costo di lavori eseguiti in maniera tradizionale. Fortunatamente, molti di questi interventi godono di agevolazioni statali: per il cappotto termico, gli infissi e i pannelli fotovoltaici è previsto lo sgravio fiscale del 65% (per il 2015, che passerà poi al 50% nel 2016 e al 35% nel 2017); per il solare termico, le pompe di calore e i sistemi di riscaldamento si può possono beneficiare del Conto Termico, un vero e proprio sussidio economico che rimborsa (con due assegni) una buona parte dell’investimento effettuato.

E cosa accade invece per i condomini, dove spesso e volentieri per riscaldare i piani che maggiormente disperdono il calore (il primo e l’ultimo) si finisce per concentrare caldo eccessivo in quelli intermedi? Da oggi, questo può essere impedito attraverso delle valvole termostatiche da installare sui singoli radiatori e un sistema di contabilizzazione del calore. Ovviamente, in questo caso non potremo decidere in autonomia, come nel caso di un’abitazione singola e indipendente, ma potremo comunque proporre questi interventi nella riunione di condominio.
In conclusione, riqualificare energeticamente la propria casa significa risparmiare economicamente sulle bollette delle utenze (con un rientro dei costi sostenuti per effettuare i lavori stimato tra i 5 e i 10 anni); contribuire alla salvaguardia dell’ambiente; investire a medio e lungo termine; vivere in ambienti più sicuri e salubri. Obiettivi che possono essere raggiunti al meglio anche con l’ausilio di esperti del settore.

Per qualsiasi informazione su riqualificazione energetica contattaci!